Le elezioni americane hanno sempre avuto un forte impatto sugli equilibri geopolitici ed energetici globali, e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca non fa eccezione. Negli ultimi mesi, tra le nuove Iran News, le tensioni sul mercato del petrolio e il dibattito politico riacceso dai cosiddetti Epstein Files, il contesto internazionale è cambiato rapidamente. Per questo abbiamo deciso di aggiornare questo articolo al 2026, integrando le ultime notizie e analizzando cosa sta succedendo davvero nel settore dell’energia. In uno scenario in cui i combustibili fossili tornano al centro della strategia americana, il ruolo di fotovoltaico e rinnovabili diventa ancora più importante, soprattutto in Europa e in Italia, dove la transizione energetica continua a rappresentare una delle principali risposte alla volatilità dei mercati energetici globali.
Articolo aggiornato il 10/03/2026

Il panorama di fotovoltaico e rinnovabili negli USA
Durante il suo primo mandato, Donald Trump aveva già dato segnali inequivocabili della sua ostilità verso le energie pulite. Gli Accordi di Parigi sul clima? Gli Stati Uniti si sono ritirati. Le leggi ambientali? Ne sono state abrogate ben 125. Fotovoltaico? Negli USA nei primi anni alla Casa Bianca, l’effetto Trump si è visto con una diminuzione del 22% sugli impianti installati (rapporto della Solar Energy Industries Association – SEIA).
Protezione dell’Ambiente.
Il Presidente repubblicano ha sempre manifestato una predilezione per i combustibili fossili, in particolare per il petrolio. Uno dei suoi slogan preferiti è “Drill baby, drill”, a dimostrazione di come il suo cuore batta per l’industria del oil&gas. D’altronde, gran parte dei finanziamenti per la campagna elettorale repubblicana sono arrivati proprio da questo settore.
Nonostante questo, il comparto delle rinnovabili negli USA continua a crescere. La California, ad esempio, ha annunciato che avrebbe rispettato autonomamente gli impegni presi negli Accordi di Parigi, anche in assenza del governo federale.
Reazioni della Borsa italiana ed europea alle elezioni USA
Le borse europee, tra cui Milano, hanno reagito con cautela e scetticismo all’elezione di Trump, riflettendo l’incertezza sugli effetti economici delle sue politiche. Soprattutto per quanto riguarda i titoli legati alle rinnovabili, con utility ed energia (Enel) che hanno risentito del risultato delle elezioni USA 2024. Dall’altro lato a beneficiarne è tutto il comparto legato alla difesa, che secondo gli analisti beneficerà del nuovo presidente. Ritornando al discorso green, la posizione del presidente americano sull’ambiente e il clima potrebbe avere ripercussioni anche per l’Europa e l’Italia. Come riportato da fonti finanziarie, il rallentamento delle borse è legato sia alle trimestrali delle grandi aziende, sia all’incertezza politica creata dalle elezioni americane.
L’Italia, essendo uno dei principali paesi europei che sta sviluppando il fotovoltaico, potrebbe subire l’effetto domino di una guerra doganale con la Cina da parte degli Stati Uniti. Per evitare di danneggiare quanto fatto negli ultimi 10 anni, ovvero una diminuzione dell’80% sul costo dei pannelli fotovoltaici, l’Unione Europea potrebbe sfruttare la diminuzione della concorrenza americana dando ai produttori europei ed italiani l’opportunità di raggiungere un pubblico internazionale più vasto. Potrebbe così consolidare la sua posizione come leader nella lotta al cambiamento climatico per accrescere la propria quota di mercato globale.
Donald Trump e il clima: un rapporto complesso e controverso
Quando si tratta di ambiente e cambiamento climatico, Donald Trump ha una reputazione ben consolidata: durante il suo primo mandato, gli USA si ritirarono dagli Accordi di Parigi, e l’attuale presidente ha promesso di abbandonare i negoziati ambientali delle Nazioni Unite. Questa posizione, confermata in campagna elettorale, indica chiaramente una volontà di smantellare le normative ambientali.
Il vincitore delle elezioni USA si è inoltre espresso spesso contro le pale eoliche e non ha fatto mistero del suo sostegno all’industria dei combustibili fossili, che ha fortemente finanziato la sua campagna. A pochi giorni dal summit COP29, molti si chiedono quali saranno le reali conseguenze delle sue politiche per il clima, e quali margini di azione resteranno per il settore delle energie rinnovabili.
Per controbilanciare l’effetto delle politiche ambientali degli Stati Uniti, l’Unione Europea potrebbe essere spinta a rafforzare gli incentivi per le energie rinnovabili, stimolando ulteriormente la diffusione del fotovoltaico e di altre tecnologie pulite. Iniziative come il Green Deal europeo, già attive, potrebbero intensificarsi, portando a un’ulteriore espansione delle installazioni di pannelli solari e all’aumento di fondi disponibili per i cittadini e le imprese che desiderano adottare il fotovoltaico.
Fotovoltaico e sostenibilità: un compromesso possibile con Elon Musk?
Nonostante l’approccio di Donald Trump, un elemento di speranza potrebbe arrivare da personaggi come Elon Musk. Il CEO di Tesla, che ha scommesso molto sul leader repubblicano, ha un enorme interesse nel mantenere vivi i mercati delle energie pulite, non solo per i veicoli elettrici Tesla ma anche per le infrastrutture rinnovabili come il fotovoltaico.
Musk, che ha costruito gran parte della sua fortuna grazie all’industria green, potrebbe giocare un ruolo chiave nel bilanciare le decisioni del governo, promuovendo la diffusione delle tecnologie pulite. Tuttavia, il compromesso sarà difficile: se da un lato è innegabile che i veicoli elettrici siano una componente chiave per la sostenibilità, dall’altro sarà fondamentale ridurre l’uso di combustibili fossili. Sarà interessante osservare come il rapporto tra Musk e Trump evolverà e se potrà effettivamente contribuire a promuovere le energie rinnovabili.
Europa e Italia: un’opportunità per fotovoltaico e rinnovabili?
La nuova posizione americana potrebbe costituire un’opportunità strategica per l’Europa (se ben sfruttata). Con l’assenza di un forte impegno statunitense verso il fotovoltaico e le rinnovabili, l’Unione Europea potrebbe assumere un ruolo di leader globale nel settore della transizione energetica. Investendo ulteriormente in ricerca e sviluppo, l’Europa potrebbe compensare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti e diventare un punto di riferimento per le tecnologie verdi.
In Italia, le aziende del fotovoltaico come AMT Impianti potranno approfittare di questa spinta, puntando magari su moduli e tecnologia del Vecchio Continente ai danni di Cina e USA. Italia ed Europa dovranno concentrarsi su un modello di sviluppo sostenibile e innovativo. La crescente domanda di energia pulita e l’interesse per l’autosufficienza energetica offrono uno spazio di crescita per il fotovoltaico, che diventa sempre più accessibile grazie agli incentivi statali.
Aziende e startup impegnate nel miglioramento dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici, nell’integrazione con sistemi di accumulo e nella ricerca di soluzioni per il riciclo dei moduli, potrebbero ricevere maggiori fondi e supporto per accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti.
Considerazioni sul ritorno politico di Trump
La vittoria di Trump alle elezioni USA, rappresenta senza dubbio una sfida per il settore delle rinnovabili e per il fotovoltaico, ma questo apre a grandi opportunità che L’Europa deve cogliere. Con il risultato delle elezioni USA emerge sempre più la necessità di una maggiore autonomia energetica; difatti l’aumento delle risorse rinnovabili, incluso il fotovoltaico, potrebbe infine favorire l’autosufficienza energetica dell’Europa.
Ridurre la dipendenza da fonti energetiche esterne, come il petrolio e il gas naturale, renderebbe il continente meno vulnerabile a shock esterni e politiche aggressive legate ai combustibili fossili. La scelta di puntare sull’autonomia energetica con tecnologie solari permetterebbe all’Europa di rafforzare la propria sicurezza energetica, garantendo una fornitura costante e sostenibile per cittadini e imprese.
Per l’Europa, questa è una grande occasione per assumere il ruolo di leader nella lotta al cambiamento climatico e nell’adozione di energie rinnovabili. La strada verso un mondo a basse emissioni potrebbe essere più complessa, ma la determinazione di aziende e governi europei nel puntare su fotovoltaico e rinnovabili potrebbe fare la differenza.
Stai pensando al fotovoltaico?
Donald Trump, tensioni globali e il ritorno del tema energia nel 2026
Con un Donald Trump alla Casa Bianca nel 2024, il tema dell’energia non poteva fare altro che tornare al centro del dibattito internazionale. Tra Iran News, tensioni nel Golfo Persico e strategie americane per aumentare la produzione di petrolio, i mercati energetici stanno vivendo una fase di forte volatilità.
Negli ultimi mesi, alcune dichiarazioni di Trump, condite da azioni militari in Venezuela prima e Iran dopo, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz hanno riacceso le preoccupazioni sui prezzi del petrolio. Ogni tensione geopolitica che coinvolge il Medio Oriente ha infatti un effetto immediato sul costo dell’energia in Europa.
Ed è proprio in questo scenario che fotovoltaico e rinnovabili stanno diventando sempre più strategici: produrre energia localmente significa ridurre la dipendenza dalle crisi internazionali. ma l’Europa e l’Italia se ne sono rese conto? Per il momento il Bel Paese risponde con Crosetto che rilancia l’urgenza di investimenti maggiori nella Difesa nazionale, nulla per quanto riguarda l’indipendenza energetica in Italia.
Le politiche energetiche "Trumpiane" nel 2026
Le politiche energetiche dell’ amministrazione guidata da Donald Trump stanno puntando con decisione su petrolio e gas. Lo slogan “drill baby drill”, già famoso durante il primo mandato, è stato rilanciato con nuovi incentivi alla produzione di combustibili fossili.
Questa strategia ha portato a un rallentamento di alcuni progetti legati al fotovoltaico e rinnovabili negli Stati Uniti, soprattutto a livello federale. Tuttavia, molti stati americani (come California e Texas) continuano a investire nel solare e nelle batterie di accumulo.
Il risultato è un mercato energetico più frammentato: da una parte il rilancio del petrolio, dall’altra la crescita delle energie rinnovabili guidata dalle politiche locali e dalle aziende private.
Iran News: perché le tensioni sul petrolio riguardano anche l’Europa
Le più recenti News in Iran dimostrano quanto il mercato energetico globale sia fragile. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran possono influenzare direttamente il prezzo del petrolio e quindi il costo dell’energia per famiglie e imprese europee.
Quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche il costo dell’elettricità prodotta da fonti fossili. Per questo motivo molti paesi europei stanno accelerando gli investimenti in fotovoltaico e rinnovabili.
Per una regione industriale come la Lombardia, puntare sull’energia solare significa proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici internazionali.
Epstein Files: una distrazione politica o un tema mediatico?
Parallelamente alle politiche energetiche, negli Stati Uniti continua a far discutere il caso dei cosiddetti Epstein Files. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati nuovi documenti legati alle indagini su Jeffrey Epstein e sui suoi contatti politici e imprenditoriali.
Il nome di D. Trump è stato citato nel dibattito mediatico, anche se l’ex presidente ha sempre respinto ogni accusa e ha contestato alcune ricostruzioni giornalistiche.
Dal punto di vista energetico, gli Epstein Files chiaramente non hanno un impatto diretto sulle politiche energetiche globali. Tuttavia rappresentano un tema mediatico che spesso distrae l’opinione pubblica da questioni strategiche come sicurezza energetica e transizione verso fotovoltaico e rinnovabili.
Europa e Lombardia: perché il fotovoltaico diventa ancora più importante
Mentre gli Stati Uniti puntano nuovamente sul petrolio, l’Europa continua a investire con decisione nelle energie rinnovabili. Il Green Deal europeo e gli incentivi fiscali stanno accelerando l’installazione di impianti solari in molti paesi.
In Italia, e in particolare in Lombardia, fotovoltaico e rinnovabili stanno registrando una crescita costante. La regione ha ormai superato diversi gigawatt di potenza installata e ogni anno nuovi impianti contribuiscono a ridurre la dipendenza energetica dall’estero.
Questo significa una cosa molto semplice: produrre energia sul proprio tetto oggi non è solo una scelta economica, ma anche strategica.
Europa e Lombardia: perché il fotovoltaico diventa ancora più importante
Le crisi geopolitiche, le Iran News e le oscillazioni del prezzo del petrolio dimostrano quanto sia fragile il sistema energetico globale.
Investire in fotovoltaico e rinnovabili significa proteggersi da queste incertezze. Un impianto fotovoltaico permette infatti di produrre energia in autonomia, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e abbattere le bollette.
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FAQ - Trump, energia e rinnovabili
Come le politiche energetiche statunitensi hanno influenzato i prezzi globali del petrolio?
Le hanno influenzate soprattutto aumentando il peso degli USA sul mercato. Più produzione americana può contribuire a contenere i prezzi in alcuni scenari, ma crisi geopolitiche e tensioni in aree chiave continuano a spingere il petrolio verso l’alto, con effetti immediati sui mercati globali.
Come le passate decisioni energetiche USA potrebbero influenzare il costo del riscaldamento per le famiglie europee?
Possono influenzarlo indirettamente. Se le tensioni geopolitiche o le scelte USA spingono in alto petrolio e gas, in Europa possono salire i costi di riscaldamento ed elettricità. Il continente resta più esposto ai prezzi energetici globali rispetto agli Stati Uniti.
Come può l'Europa rispondere alle politiche ambientali di Donald Trump?
L’Europa può rispondere rafforzando gli investimenti per il fotovoltaico e altre rinnovabili, puntando all’autonomia energetica.
Qual era la posizione sulle energie rinnovabili durante l'era Trump?
Era generalmente critica. Trump ha favorito petrolio e gas, ha promosso la linea dell’“American energy dominance” e nel 2025 ha sostenuto misure per ridurre o eliminare parte dei sussidi a eolico e solare, frenando diversi progetti green.
Quali compagnie energetiche hanno beneficiato delle decisioni di Trump?
Soprattutto compagnie legate a petrolio, gas e raffinazione. In diversi momenti i mercati hanno premiato titoli come Chevron e alcuni raffinatori USA, favoriti dalle aspettative su più produzione fossile e accesso a nuove forniture internazionali.
Che impatto ha avuto Donald Trump sul settore delle energie rinnovabili?
Ha aumentato l’incertezza. Le sue politiche hanno favorito i combustibili fossili e reso più difficile il quadro per eolico e solare federali, anche se alcuni Stati e il mercato dello storage hanno continuato a sostenere parte della crescita delle rinnovabili.
Quali aziende energetiche sono state influenzate dalle politiche di Donald Trump?
Sia fossili sia rinnovabili. Le major oil & gas hanno beneficiato del clima politico favorevole, mentre molte aziende legate a eolico e solare hanno subito più incertezza per stop autorizzativi e tagli agli incentivi. Anche gruppi come Baker Hughes e TotalEnergies hanno segnalato impatti indiretti da altre misure economiche, come i dazi.

