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Credito d’imposta 5.0: la nuova frontiera degli incentivi per le imprese

Il credito d’imposta 5.0 rappresenta una svolta significativa nel panorama degli incentivi dedicati alle imprese italiane. Con l’obiettivo di promuovere investimenti innovativi e sostenibili, questo meccanismo si pone al centro della strategia nazionale per la transizione energetica e digitale. Tuttavia, la sua piena operatività è subordinata all’emanazione di due decreti attuativi essenziali, che ne delineeranno il quadro applicativo e i requisiti specifici per i soggetti formatori. Questa fase preparatoria è cruciale per garantire che il credito d’imposta sia implementato con chiarezza e efficacia, massimizzando così i benefici per le imprese eleggibili.

Aggiornamento circa il credito d'imposta 5.0

Investimenti e beneficiari del credito d’imposta 5.0

Il campo di applicazione del credito d’imposta 5.0 è ampio e inclusivo, rivolgendosi a tutte le imprese residenti sul territorio nazionale, a prescindere dalla loro dimensione, settore economico, o forma giuridica. L’incentivo copre una vasta gamma di investimenti, sia materiali che immateriali, purché orientati verso l’innovazione e la riduzione dei consumi energetici. Ad ogni modo tutte le news circa il piano di transizione 5.0 sono contenute nel decreto legge “PNRR” del 26 Febbraio 2024 (leggi articolo “Transizione 5.0 completa un tris di agevolazioni per le imprese”).

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Dettagli sui beni agevolabili e le condizioni di ammissibilità

Per essere agevolabili secondo il credito d’imposta 5.0, gli investimenti devono avvenire tra il 2024 e il 2025. Inoltre devono essere diretti verso beni strumentali nuovi, sia materiali (come macchinari avanzati e sistemi di gestione automatizzata) sia immateriali (inclusi software e piattaforme digitali). Un elemento chiave è l’interconnessione di questi investimenti con il sistema aziendale di gestione o la rete di fornitura, a condizione che contribuiscano a una riduzione significativa dei consumi energetici. Dunque l’unica condizione è che, tramite gli investimenti, i progetti di innovazione conseguano complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva in Italia non inferiore al 3 per cento o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5 per cento. 

È interessante notare l’espansione della gamma di beni agevolabili rispetto a programmi precedenti, con un particolare accento sull’efficienza energetica e l’innovazione digitale.

Credito d'imposta 5.0: investimenti superiori ai 40k

Nei contesti di sviluppo innovativo che portano a un decremento del fabbisogno energetico secondo le modalità e i criteri precedentemente descritti, con un valore superiore ai 40.000 euro, si possono ottenere vantaggi anche per:

le spese in attivi tangibili nuovi, essenziali per l’attività aziendale, orientati alla generazione autonoma di energia da fonti ecologiche per uso interno, escluse le biomasse, inclusi i dispositivi per la conservazione dell’energia generata.

Per i moduli fotovoltaici, sono accettati soltanto quelli registrati presso l’Enea. Tale elenco è organizzato in tre categorie. I sistemi fotovoltaici sono valutati e registrati basandosi sulle loro specifiche e prestazioni energetiche. In particolare, le unità di due classi che presentano un’efficienza energetica elevata beneficiano di un extra incentivo, contribuendo al calcolo del credito d’imposta per il 120% e il 140%, rispettivamente.

Inoltre anche le spese dedicate alla formazione dei dipendenti sono eleggibili fino a una quota massima del 10% del totale degli investimenti realizzati, senza superare comunque i 300.000 euro, purché i corsi di formazione siano forniti da entità esterne all’azienda.

Misura del credito d'imposta 5.0 e accesso al contributo

Il credito d’imposta 5.0 viene assegnato in base alle seguenti fasce di investimento: un 35% fino a 2,5 milioni di euro, scendendo al 15% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro, e infine al 5% per somme investite oltre i 10 milioni fino a un massimo di 50 milioni di euro per azienda all’anno. Per gli investimenti tramite leasing finanziario, il costo considerato è quello sostenuto per l’acquisto dei beni. Queste percentuali aumentano se l’investimento porta a una riduzione del consumo energetico oltre determinate soglie. Per accedere ai fondi, le imprese devono inviare comunicazioni specifiche al Ministero delle imprese e del made in Italy prima e dopo aver completato gli investimenti.

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