La Comunità Energetica Rinnovabile, più comunemente nota con l’acronimo CER, rappresenta una delle innovazioni più interessanti e rivoluzionarie nel panorama energetico attuale. Essa nasce dalla necessità di coniugare sostenibilità ambientale, risparmio economico e inclusione sociale, offrendo un modello collaborativo per la produzione, la condivisione e il consumo di energia da fonti rinnovabili. Dunque le Comunità Energetiche cosa sono e come funzionano?
Le CER sono vere e proprie comunità che riuniscono cittadini, imprese, enti pubblici e privati, cooperative, istituzioni religiose e del terzo settore, per condividere l’energia prodotta da impianti locali alimentati da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. La caratteristica distintiva è la possibilità di utilizzare in modo condiviso l’energia prodotta, grazie alla rete nazionale di distribuzione elettrica, senza la necessità di connessioni fisiche dirette tra i partecipanti.
C’è un nuovo provvedimento del 16 Maggio 2025 che aggiorna e migliora l’efficacia delle CER in Italia, la primissima novità è che l’agevolazione del 40% vale per i comuni sotto i 50.000 abitanti, non più 5.000. Prosegui la lettura per scoprire tutte le novità!

Comunità Energetiche Rinnovabili nel 2026: crescita e nuovi incentivi
Nel 2026 le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno vivendo una fase di forte espansione in Italia, grazie agli incentivi previsti dal PNRR e alle nuove disposizioni operative introdotte dal Gestore dei Servizi Energetici. Il Piano ha inizialmente stanziato oltre 2,2 miliardi di euro per lo sviluppo delle CER, con contributi a fondo perduto fino al 40% e tariffe incentivanti che possono arrivare a circa 120 €/MWh, rendendo il modello sempre più accessibile. Il quadro normativo, ulteriormente semplificato nel 2026, ha ampliato la platea dei Comuni coinvolgibili e reso più rapide le procedure di adesione.
I dati più recenti disponibili confermano una crescita significativa: nel corso del 2025 si è passati da poco più di 200 Comunità Energetiche attive a circa 600 iniziative complessive, con un incremento molto rapido delle richieste al GSE e centinaia di MW in fase di sviluppo. Anche in assenza di dati consolidati per il 2026, il trend è chiaramente in accelerazione e punta verso gli obiettivi nazionali di migliaia di CER operative nei prossimi anni. In questo scenario, sempre più Comuni, PMI e gruppi di cittadini stanno valutando le Comunità Energetiche come soluzione concreta per ridurre i costi energetici e aumentare l’autonomia dalla rete tradizionale.
L’obiettivo delle CER
L’obiettivo primario di una Comunità Energetica Rinnovabile è generare un impatto positivo su tre fronti principali: ambientale, economico e sociale. Dal punto di vista ambientale, le CER contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO₂ e all’incremento dell’uso di fonti energetiche rinnovabili, fondamentali per contrastare i cambiamenti climatici. Sul piano economico, offrono ai membri la possibilità di risparmiare significativamente sui costi energetici, grazie alla condivisione dell’energia prodotta e agli incentivi statali. Infine, le CER rappresentano un’opportunità per rafforzare il tessuto sociale delle comunità locali, favorendo la collaborazione tra cittadini e istituzioni e creando nuove opportunità di sviluppo territoriale.
Come Funzionano le CER
Il funzionamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili è basato su una combinazione di produzione locale di energia, condivisione attraverso la rete elettrica e consumo ottimizzato tra i membri della comunità. Il processo inizia con la produzione di energia rinnovabile, principalmente tramite impianti fotovoltaici, eolici o altre fonti sostenibili. Questa energia viene poi immessa nella rete elettrica e condivisa virtualmente tra i partecipanti. Il calcolo della quota di energia consumata da ciascun membro viene gestito attraverso avanzati sistemi digitali di monitoraggio, che garantiscono una distribuzione equa e trasparente.
Chi aderisce alla CER ha dei vincoli sulla fornitura di energia elettrica?
Tutti i membri di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), siano essi semplici consumatori finali o autoconsumatori (ovvero utenti che possiedono un impianto da fonte rinnovabile e producono energia sia per sé stessi che per gli altri componenti della CER), conservano pienamente i loro diritti come clienti finali. Tra questi, rimane garantita la libertà di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica. Inoltre, ogni partecipante ha la possibilità di uscire dalla comunità in qualsiasi momento, seguendo le regole e le procedure stabilite nello statuto. Gli stessi diritti di adesione e recesso sono riconosciuti anche ai produttori di energia rinnovabile, assicurando così flessibilità e autonomia a tutti i soggetti coinvolti.
Perché conviene costituire una CER?
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo di produzione e consumo di energia sostenibile, offrendo numerosi vantaggi ambientali, economici e sociali. La creazione di una Comunità Energetica consente a cittadini, imprese e istituzioni di collaborare per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, promuovendo l’autoconsumo e la sostenibilità energetica.
Ecco i principali vantaggi delle CER
Benefici ambientali: Le CER favoriscono la produzione di energia pulita, riducendo le emissioni di CO₂ e l’impatto ambientale associato all’uso di combustibili fossili. Questo contribuisce alla lotta contro i cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità dell’aria.
Risparmi economici: I membri di una CER possono beneficiare di tariffe energetiche più vantaggiose e di incentivi statali per l’autoconsumo. Inoltre, l’energia prodotta in eccesso può essere venduta, generando ulteriori entrate per la comunità.
Indipendenza energetica: La produzione locale di energia riduce la dipendenza dalle grandi utility e dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia, aumentando la resilienza energetica della comunità.
Coesione sociale: Le CER promuovono la collaborazione tra cittadini, imprese ed enti locali, rafforzando il tessuto sociale e creando nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale.
Come si costituisce una CER?
La fondazione di una CER richiede una pianificazione accurata e il rispetto di specifici requisiti normativi. Il primo passo è identificare i partecipanti, che possono essere produttori di energia rinnovabile, autoconsumatori o semplici consumatori. Successivamente, è necessario definire un perimetro geografico che includa tutti i membri e i punti di connessione elettrica (POD) coinvolti. Una volta individuati i partecipanti e il territorio, la CER deve essere formalizzata come ente giuridico autonomo, attraverso la costituzione di un’associazione, una cooperativa o un consorzio. Lo statuto della comunità deve specificare gli obiettivi, le modalità di partecipazione e le regole per la gestione dell’energia e delle risorse economiche.
Dopo la costituzione legale, è possibile avviare la realizzazione degli impianti rinnovabili, affidandosi a professionisti qualificati per garantire la conformità normativa e l’efficienza degli impianti. Infine, la CER deve essere registrata presso il GSE, che si occupa di monitorare la produzione e il consumo di energia e di erogare gli incentivi previsti.
L'autoconsumo collettivo: una versione light di CER
L’autoconsumo collettivo rappresenta una versione semplificata delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), pensata per gruppi più circoscritti come condomini, grandi imprese o centri commerciali. La cosa interessante è che non c’è necessità di formalizzare gli accordi tramite ente giuridico autonomo. Infatti è sufficiente una scrittura privata tra le parti. Strutturato come una CER, l’autoconsumo collettivo mantiene gli stessi incentivi delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Quali sono i requisiti per far parte di una CER?
Per aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile e beneficiare degli incentivi previsti, è necessario soddisfare specifici requisiti:
Requisiti Tecnici
- Tipologia di impianti: gli impianti di produzione devono essere alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico o biomassa.
- Potenza degli impianti: la potenza nominale massima consentita per gli impianti è di 1 MW. Questo limite è stabilito per garantire che le CER mantengano una dimensione locale e comunitaria.
- Data di entrata in esercizio: gli impianti devono essere entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 2021, data di entrata in vigore del D.lgs. 199/2021, e successivamente alla costituzione formale della CER. (MINISTR. INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ)
- Connessione alla rete: gli impianti e i punti di prelievo dei membri devono essere connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione situati sotto la stessa cabina primaria, garantendo così la prossimità geografica tra i partecipanti.
Nuovi requisiti Tecnici (Aggiornamento 16/05/25)
Gli impianti ammessi al contributo devono:
- completare i lavori di realizzazione dell’impianto di produzione entro il 30 giugno 2026;
- entrare in esercizio entro ventiquattro mesi dalla data di completamento dei lavori e comunque non oltre il 31 dicembre 2027;
Requisiti Burocratici
- Forma giuridica: la CER deve essere costituita come entità giuridica autonoma, quale associazione, cooperativa, consorzio o altra forma prevista dalla legge, con uno statuto che definisca chiaramente gli obiettivi e le modalità di funzionamento.
- Finalità non commerciali: la CER deve operare principalmente per fornire benefici ambientali, economici o sociali ai propri membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che per generare profitti finanziari.
Rispettare questi requisiti è fondamentale per accedere agli incentivi statali e garantire il corretto funzionamento della comunità energetica.
Quali tipologie di impianti possono far parte di una CER? Sono ammessi solo gli impianti fotovoltaici?
Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, possono essere integrati all’interno di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) come unità di produzione. Questo significa che, oltre ai più comuni impianti fotovoltaici, una CER può includere anche altre tipologie di impianti, come quelli idroelettrici, eolici, a biogas o alimentati da biomasse solide, ecc.
Le aziende possono far parte di una CER?
Le aziende, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), possono aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile e trarre numerosi vantaggi, tra cui:
Aumenta la redditività: partecipando a una CER, le aziende possono beneficiare di tariffe energetiche più vantaggiose, oltre che di incentivi per l’autoconsumo che tagliano i costi energetici.
Sostenibilità e competitività: l’utilizzo di energia rinnovabile contribuisce a migliorare l’impronta ecologica dell’azienda, rispondendo alle crescenti esigenze di responsabilità ambientale anche dal lato della comunicazione aziendale.
Indipendenza: l’indipendenza energetica che si conquista con la produzione di energia sostenibile in azienda aumenta il vantaggio competitivo rispetto a quelle realtà che ancora dipendono da fornitori di energia e dalle fluttuazioni del mercato.
Le grandi imprese possono essere membri di una Comunità Energetica Rinnovabile?
È importante sapere che le grandi imprese non possono essere membri di una CER, ma possono far parte di un gruppo di autoconsumatori rinnovabili (Autoconsumo Collettivo).
I supermercati possono far parte di una CER?
I supermercati, allo stesso modo delle grandi imprese, possono far parte o associarsi ad un gruppo di autoconsumatori.
Stai pensando al fotovoltaico?
Chi può far parte delle comunità energetiche rinnovabili?
Una Comunità Energetica Rinnovabile è costituita da un insieme eterogeneo di attori che si distinguono tra produttori, consumatori e prosumer (produttori che autoconsumano parte dell’energia prodotta e condividono il surplus). I membri possono includere:
- Cittadini privati: individui o famiglie interessate a partecipare attivamente alla produzione e al consumo di energia pulita.
- Piccole e medie imprese (PMI): aziende che desiderano ridurre i costi energetici e migliorare la sostenibilità ambientale delle proprie attività.
- Enti territoriali e autorità locali: comuni, province e altre istituzioni pubbliche che mirano a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio.
- Cooperative e associazioni: organizzazioni senza scopo di lucro che operano nel settore energetico o ambientale.
- Enti di ricerca e formazione: università e istituti di ricerca impegnati nello studio e nella promozione delle energie rinnovabili.
- Enti religiosi e del terzo settore: organizzazioni che, oltre alla loro missione principale, desiderano contribuire alla sostenibilità energetica.
La partecipazione a una CER è aperta e volontaria, permettendo a una vasta gamma di soggetti di collaborare per raggiungere obiettivi comuni in ambito energetico.
La chiave del funzionamento è l’autoconsumo virtuale.
Come entrare in una Comunità Energetica nel 2026: passaggi e requisiti
Uno degli aspetti più ricercati da chi si avvicina a questo modello riguarda proprio come entrare in una Comunità Energetica. Per partecipare a una CER, è necessario innanzitutto verificare la compatibilità geografica: i membri devono essere collegati alla stessa cabina primaria. Successivamente, è possibile aderire come produttore (installando un impianto fotovoltaico), come autoconsumatore oppure come semplice consumatore. L’ingresso avviene tramite la sottoscrizione dello statuto o di un regolamento interno della comunità, che definisce diritti, modalità di condivisione dell’energia e criteri di distribuzione degli incentivi. Questo rende le Comunità Energetiche cosa sono non solo un modello tecnologico, ma anche un sistema collaborativo regolato da accordi chiari tra i partecipanti.
Comunità energetica rinnovabile: cos'è l'autoconsumo virtuale?
Si tratta di ciò che permette ai membri di beneficiare dell’energia rinnovabile anche se non fisicamente connessi all’impianto di produzione. In pratica, il consumo viene bilanciato virtualmente, grazie alla rete nazionale di distribuzione. Questo approccio elimina le barriere tecniche e logistiche che altrimenti limiterebbero la condivisione dell’energia.
Incentivi per la realizzazione di Comunità Energetiche
Le Comunità Energetiche Rinnovabili beneficiano di un quadro di incentivi economici estremamente favorevole, pensato per promuoverne la diffusione su scala nazionale. Il principale strumento di supporto è rappresentato dalla tariffa incentivante riconosciuta dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che premia l’energia autoconsumata all’interno della comunità. Questa tariffa è composta da due componenti: una parte fissa, che varia in base alla potenza dell’impianto, e una parte variabile, legata al prezzo di mercato dell’energia. Gli impianti di piccola taglia, con potenze inferiori a 200 kW, ricevono una tariffa più alta, che può raggiungere gli 80 €/MWh, mentre per gli impianti più grandi si scende a 60 €/MWh. La parte variabile, invece, oscilla tra 0 e 40 €/MWh, aumentando quando il prezzo di mercato dell’energia diminuisce.
Inoltre, al fine di tener conto della minor producibilità degli impianti fotovoltaici installati nelle Regioni centro settentrionali rispetto a quelli posizionati nel Regioni del Sud Italia, sono previste le seguenti maggiorazioni tariffarie:
- +4 €/MWh, per le regioni del centro Italia (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo);
- +10 €/MWh per le regioni del nord Italia (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto).
Un altro incentivo significativo è il contributo in conto capitale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che copre fino al 40% dei costi di investimento per le CER situate in comuni con meno di 50.000 abitanti non più 5.000 grazie al nuovo provvedimento del ministro Fratin del 16 Maggio 2025. Un’altra novità introdotta è una maggiore flessibilità nei tempi di avvio dei progetti, la possibilità di ottenere un anticipo fino al 30% del contributo e l’esenzione dal fattore di riduzione in caso di cumulo con altri incentivi, anche per le persone fisiche. Questo incentivo, combinato con le tariffe agevolate, rende le CER un’opzione estremamente vantaggiosa, sia per i cittadini che per le aziende.
Infine, l’energia prodotta ma non autoconsumata rimane nella disponibilità dei produttori e può essere venduta a condizioni di mercato, generando ulteriori entrate per la comunità.
Ci sono ulteriori Bonus o Incentivi cumulabili alla CER per la realizzazione di un impianto fotovoltaico?
Certo, ci sono diversi tipi di incentivi e bonus ancora attivi e che costituiscono un’opportunità da cogliere:
- Per le aziende ci sono tutte le informazioni del caso, nell’articolo dedicato a tutti i Bonus fotovoltaico per aziende.
- Per quanto riguarda la sfera residenziale, abbiamo scritto un focus sul Bonus Casa al 50%.
Il ruolo delle CER in Lombardia
La Lombardia è una delle regioni italiane più attive nello sviluppo delle CER, grazie alla combinazione di un forte interesse locale e agli incentivi specifici previsti per il Nord Italia. Secondo i dati più recenti, la Lombardia ospita un numero crescente di comunità energetiche, che beneficiano di una maggiorazione tariffaria di 10 €/MWh per compensare le minori ore di sole rispetto alle regioni meridionali. Questo rende il fotovoltaico particolarmente conveniente, soprattutto per le PMI e i comuni più piccoli.
Le CER in Lombardia si stanno dimostrando un modello di successo, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo economico. L’integrazione tra impianti fotovoltaici di ultima generazione, sistemi digitali di monitoraggio e un quadro normativo favorevole sta creando un ecosistema virtuoso, che potrebbe diventare un punto di riferimento per il resto del Paese.
Conclusioni sulle Comunità Energetiche Rinnovabili
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una risposta concreta e innovativa alle sfide energetiche del nostro tempo. Offrendo vantaggi economici, ambientali e sociali, le CER si configurano come uno strumento fondamentale per accelerare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile e inclusivo. In Lombardia, grazie agli incentivi e alle risorse locali, le CER stanno diventando un elemento centrale della strategia energetica regionale, aprendo nuove opportunità per cittadini, imprese ed enti pubblici.
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FAQ: CER - Comunità Energetica Rinnovabile
Le Comunità Energetiche cosa sono?
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un gruppo organizzato di cittadini, aziende, enti pubblici e associazioni che si uniscono per condividere energia rinnovabile prodotta localmente. Grazie alla CER, è possibile sfruttare al meglio l’energia rinnovabile prodotta da impianti fotovoltaici o altre fonti sostenibili, favorendo un sistema di autoconsumo che genera vantaggi economici, sociali e ambientali per i membri e le comunità locali.
Chi può far parte di una CER?
I membri di una CER si distinguono in produttori, consumatori e prosumer (produttori che autoconsumano parte dell’energia prodotta e condividono il surplus); la partecipazione a una CER è aperta a:
Cittadini: come produttori o consumatori.
PMI: piccole e medie imprese che rispettano i requisiti.
Enti pubblici: amministrazioni locali e scuole.
Associazioni: enti del terzo settore o di protezione ambientale.
Condomini, centri commerciali e grandi aziende invece posso aderire ad un Gruppo di Autoconsumo Collettivo.
Come si costituisce una Comunità Energetica Rinnovabile?
Per creare una CER, è necessario seguire questi passaggi:
Identificare il gruppo: coinvolgere cittadini, aziende ed enti interessati.
Selezionare gli impianti: individuare le aree e gli impianti rinnovabili da utilizzare.
Costituire un’entità legale: la CER può essere un’associazione, una cooperativa o un’organizzazione no-profit.
Registrarsi presso il GSE: per accedere agli incentivi e al monitoraggio dei consumi.
Per i Gruppi di Autoconsumo Collettivo non c’è necessità di formalizzare gli accordi tramite ente giuridico autonomo, infatti basta una scrittura privata tra le parti.
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Quali sono gli incentivi offerti dalle CER? E in Lombardia?
Il governo italiano e il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) offrono incentivi significativi per la costituzione e l’autoconsumo delle CER:
Tariffa incentivante, il GSE riconosce fino a 120 €/MWh per l’energia rinnovabile autoconsumata. La tariffa varia in base alla dimensione dell’impianto:
Fino a 200 kW: 80 €/MWh + parte variabile.
200-600 kW: 70 €/MWh + parte variabile.
Oltre 600 kW: 60 €/MWh + parte variabile.
Maggiorazioni geografiche, per la Lombardia e altre regioni del Nord Italia, è prevista una maggiorazione fino a 10 €/MWh.
Contributi del PNRR, nei comuni con meno di 5.000 abitanti, è possibile ottenere un finanziamento fino al 40% dell’investimento per gli impianti.
Valorizzazione dell’energia, l’energia non autoconsumata può essere venduta sul mercato a condizioni vantaggiose.
È possibile inserire in una CER un sistema di accumulo? E una colonnina per la ricarica dei vicoli elettrici?
Sì, è possibile per entrambi.
- Batteria: l’energia accumulata viene considerata, tramite appositi algoritmi, come energia condivisa all’interno della CER e quindi incentivata.
- Colonnina di ricarica per veicoli elettrici: l’energia assorbita per la ricarica di un autoveicolo, tramite appositi algoritmi, viene considerata dal GSE ai fini del calcolo dell’energia condivisa all’interno della CER.
Come entrare in una Comunità Energetica Rinnovabile?
Per entrare in una Comunità Energetica Rinnovabile è necessario verificare di essere collegati alla stessa cabina primaria degli altri membri. Si può partecipare come produttori (installando un impianto), autoconsumatori o semplici consumatori. L’adesione avviene tramite la firma dello statuto o del regolamento della CER, che stabilisce le modalità di condivisione dell’energia e degli incentivi.
Quanto si risparmia con una Comunità Energetica?
Il risparmio derivante dalle Comunità Energetiche dipende da diversi fattori, come i consumi, la produzione di energia e il numero di partecipanti. In generale, grazie agli incentivi e alla condivisione dell’energia, è possibile ottenere una riduzione significativa dei costi energetici e una maggiore stabilità nel tempo rispetto alle tradizionali forniture di energia.

