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L’agrivoltaico: una simbiosi perfetta tra agricoltura ed energia rinnovabile

L’agrivoltaico rappresenta una delle più promettenti frontiere di innovazione. Questo approccio, che combina la produzione di energia solare fotovoltaica con pratiche agricole sostenibili, non solo segna un passo avanti verso un futuro energetico rinnovabile, ma offre anche una nuova prospettiva per l’agricoltura, in grado di affrontare sfide come il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile delle risorse.

Un terreno interamente occupato da un grande impianto agrivoltaico

Dalla teoria alla pratica: Come funziona l’agrivoltaico?

Immaginate di passeggiare in un campo dove, tra una riga e l’altra di pomodori luccicanti al sole, si ergono eleganti pannelli solari. Questa è la visione dell’agrivoltaico: un’innovazione che sfrutta la doppia esposizione del terreno per ottenere il massimo sia in termini di produzione agricola che energetica. I pannelli, installati ad un’altezza che non ostacola la crescita delle colture, forniscono ombra durante le ore più calde e proteggono le piante da grandinate e piogge eccessive, mentre il terreno continua a produrre cibo.

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Oltre l’energia: perché l’agrivoltaico?

Uno studio condotto dall’Università di Perugia ha dimostrato che un impianto agri fotovoltaico può ridurre il consumo idrico fino al 30% e aumentare la resa delle colture in situazioni di stress idrico e termico.

Un altro studio, questa volta dell’università di Piacenza ha riscontrato che le colture di mais, migliorano la crescita del 4,3% in più rispetto al campo aperto. Nella ricerca vengono individuate altre colture, ad esempio insalata e filari di vite, registrano una crescita, rispettivamente del +15 e +30%; non solo, anche soia (+10%), indivia, cavolo, pomodori e grano.

Questi dati non sono solo una testimonianza dell’efficacia dell’agrivoltaico nel rispondere alle sfide ambientali, ma sottolineano anche il potenziale economico per gli agricoltori, che possono diversificare le loro fonti di reddito producendo energia pulita insieme alle colture tradizionali.

Agri fotovoltaico nel mondo

L’innovazione agrivoltaica sta guadagnando terreno a livello globale, dimostrando come l’integrazione tra agricoltura e produzione di energia solare possa rivoluzionare sia il settore energetico che quello agricolo. Al centro di questa trasformazione, troviamo il progetto realizzato dal gruppo Baofeng vicino al deserto del Gobi, in Cina, che rappresenta l’impianto agrivoltaico più grande al mondo. Con una capacità iniziale di 700 megawatt, destinata a crescere fino a 1 gigawatt, l’impianto sfrutta la coltivazione di frutti di bosco sotto i pannelli solari, combinando efficacemente la produzione agricola con quella di energia pulita. Dal 2014, il gruppo Baofeng ha anche contribuito a rigenerare 107 km² di terreno desertico, iniziando con la coltivazione di erba medica per migliorare la qualità del suolo.

Parallelamente, in Europa, il progetto “Symbiosyst”, supportato dal programma Horizon 2020 e portato avanti da 18 partner, mira a ottimizzare le pratiche agrivoltaiche. L’obiettivo è di aumentare l’efficienza energetica e la produzione agricola senza ulteriori consumi di suolo, minimizzando l’impatto ambientale e paesaggistico e allineandosi agli obiettivi di neutralità climatica dell’UE per il 2050.

In Italia, l’introduzione di un decreto attuativo ha sbloccato fondi del Pnrr per 1,1 miliardi di euro, destinati a promuovere lo sviluppo agrivoltaico. Questa misura liberalizza l’installazione di impianti fotovoltaici in aree agricole, purché al di fuori di zone protette o della Rete Natura 2000, e nel rispetto delle normative paesaggistiche. Queste iniziative globali evidenziano il potenziale dell’agrivoltaico di armonizzare le esigenze di produzione alimentare e energetica rinnovabile, guidando il mondo verso un futuro più sostenibile.

L’agrisolare come modello per un futuro sostenibile

La visione dell’agrivoltaico va oltre la semplice produzione di energia rinnovabile o la pratica agricola sostenibile; rappresenta un modello di come le tecnologie possono essere integrate per rispondere alle esigenze di un pianeta in rapida evoluzione. L’adozione su larga scala dell’agri fotovoltaico potrebbe non solo ridurre significativamente la nostra dipendenza dai combustibili fossili, ma anche rilanciare il settore agricolo in chiave sostenibile, aprendo la strada a un futuro in cui l’umanità vive in armonia con il proprio ambiente.

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FAQs: agrivoltaico

Come contribuisce l'agrivoltaico alla sostenibilità ambientale?

Riduce le emissioni di CO2 producendo energia pulita, ottimizza l’uso del terreno e diminuisce il consumo idrico grazie a un minor stress per le piante.

Quali vantaggi offre l'agrivoltaico agli agricoltori?

Genera un reddito extra dalla vendita dell’energia, protegge le colture dagli eventi climatici avversi e riduce i costi di irrigazione.

Tutte le colture sono adatte all'agrivoltaico?

Dipende dalla necessità di luce delle piante. Colture che tollerano o beneficiano di ombra parziale si adattano meglio.

L'installazione di pannelli solari danneggia il terreno agricolo?

No, se progettata correttamente, l’installazione è realizzata in modo da minimizzare l’impatto sul terreno, permettendo la normale coltivazione e persino migliorando le condizioni del suolo sotto l’ombra dei pannelli.

L'agrivoltaico può essere implementato in qualsiasi regione climatica?

L’efficacia dell’agrivoltaico varia a seconda delle condizioni climatiche, ma può essere adattato a molti ambienti con la scelta appropriata di colture e tecnologie solari.